Agriturismo Villa San Giò

STORIA

Negli appunti per la ristrutturazione del fabbricato, in riferimento alla “Casa Padronale” l’ingegnere Augusto Maggiorani senior scriveva: Questa casa padronale sorgerà laddove esistono le mura di un antico conventino. Di questa vecchia e fatiscente costruzione non è possibile usufruire altro che dei muri d’ambito e di un muro di spina…”. Era il 1929. L’ing. Maggiorani dice trattarsi di un “conventino”. 
A duecento metri dalla casa, confinante, c’era il piccolo convento di S. Agostino, anticamente, fino al 1652, un Eremo. Ma le due cappelle si trovavano ambedue nel territorio di proprietà Cruciani; è possibile arguire che S. Giovanni fosse sorto come il “Convento” vicino al “Casamento” dei proprietari, e S. Agostino, la cui Cappella era dedicata alla Madonna Lauretana, era invece l’”Eremo” dello stesso Convento. E solo poco più tardi divenne cappella privata; quando estinta la famiglia Cruciani (1610), che aveva “donato alla Chiesa i propri averi”,divenuto tutto il territorio possesso dello Stato Pontificio, l’Eremo con la Cappella dedicata alla Madonna Lauretana fu ceduto agli Agostiniani, mentre la proprietà San Giovanni con l’omonima Cappella fu assegnata a Ortenzio de Rubeis, Commissario della Camera Apostolica (1615). Da quel momento la Cappella S. Giovanni è stata sempre considerata Cappella privata, come risulta dai resoconti manoscritti delle Visite Pastorali. Infatti nelle relazioni delle Visite pastorali, la Cappella di San Giovanni viene descritta come Cappella privata officiata e tenuta a spese dei proprietari che si sono succeduti. 

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